Contro la sofferenza corporea, contro “Pro Ana, Pro Mia”.

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Il mondo della Moda è complesso e affascinante e i requisiti per potervi entrare puntano a mettere in mostra canoni di bellezza artefatti. È questo che sfila nelle vetrine delle passerelle: modelle incarnanti una bellezza astratta tendente alla malattia. Il riflesso nella realtà di tutti i giorni è inevitabile e ragazze e ragazzi, col desiderio di assomigliare a quei modelli profusi dalle passerelle, iniziano a ricercare quella fisicità tanto ostentata dalla Moda e iniziano ad entrare in conflitto con il cibo. Ovviamente è bene non generalizzare, alla base di un disturbo alimentare potrebbero esserci anche altre problematiche di tipo personale, ma spesso il mondo illusorio della moda ne è una concausa.

In questo articolo vorrei attirare la vostra attenzione su quella corrente che appoggia l’anoressia e la bulimia, “Pro Ana, Pro Mia”. Essendo studente di una Scuola di Moda mi trovo a parlare con amiche e colleghe che desiderano, anche se non sembra necessario, perdere ulteriormente peso spronate dall’avvicinarsi dell’estate. Dimagrire, è questa la parola che si usa per celare poi magari un processo distruttivo; la mia riflessione è stimolata dalla fierezza che queste ragazze provano nel mostrare la propria bellezza malata, risultato di questo processo di autodistruzione. Si, si diventa fiere di esser riuscite a modificare il proprio corpo, di aver alterato la propria armonia. Questo processo può non avere una fine se non quella peggiore, la più tragica, ma può in altri casi arrestarsi e alcune ragazze riescono a riprendersi.

Dopo giorni di rifiuto del cibo, magari rigettato di nascosto, nato come una sorta di digiuno al fine di eliminare dal proprio corpo la parte non amata dalla società, alcune ragazze sono riuscite a cambiare traiettoria al proprio percorso attraverso un aiuto esterno, riprendendo in mano le redini della propria vita e adesso sorridono più belle che mai. È un’esperienza che spesso segna ma che in modo esemplare dimostra a chi non ne è ancora uscito che si può ritornare a sorridere, consapevoli che per farlo bisogna avere il coraggio di farsi aiutare. Soltanto tramite il sostegno di altre persone si può riuscire a riacquistare la fiducia in se stessi.

Questo breve articolo vuole essere una atto di denuncia contro i siti/blog che incentivano la bulimia e l’anoressia attraverso i loro post. L’iniziativa di Vogue Italia con Your blogs against ana and mia”, permette di combattere la proliferazione di siti pro ana e pro mia.

Dove è scritto che la bellezza debba essere necessariamente mostra di un corpo quasi scheletrico? 

 

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