Hoffmann_Dress_Design

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In inglese la parola design è sia un sostantivo sia un verbo. Come sostantivo significa “intenzione”, “proposito”, “piano”, “intento”, “scopo”, “complotto”, e tutti questi significatati sono in stretta relazione con quelli di “astuzia” e “insidia”. Come verbo (to design) significa “architettare qualcosa”, “simulare”, “ideare”, “abbozzare”, “agire in modo strategico”. Un (fashion) designer può essere considerato pertanto un subdolo cospiratore che, per mezzo della tecnica, sostituisce ciò che è naturale con ciò che è artificiale. Attraverso il design si cerca di in-formare la materia per farla apparire così come la conosciamo, quindi l’oggetto comunica. Aristotele consigliava, prima di ogni discorso, di definire l’oggetto del discorso per poi sviluppare la tesi. In quest’articolo ho voluto porre l’attenzione sul design in quanto esso riesce ad influenzare altri ambiti, come nel caso della moda. In base a questa mistica relazione, ho realizzato un abito che richiamasse il movimento Arts&Crafts e il quadrato di Hoffmann. L’abito, realizzato con un tessuto Ikea “paradiso del design”, è costituito da una gonna a vita alta lunga sino ai piedi e un corpino con scollo a “V”, smanicato e con il fondo posteriore che lambisce i fianchi. La stampa presente sul tessuto, richiama l’ossessione di Hoffmann per il quadrato, possiamo trovarlo ad esempio nel Sanatorio di Purkersdorfche borda la struttura. Il laboratorio di Hoffmann, la Wiener Werstatte, si intreccia anche nella moda proponendo abiti a sacco con una linea slanciata, che vennero considerati artisticamente avanzati. Dal laboratorio di moda, la location richiama il medioevo, quel medioevo ideale del movimento Arts&Crafts dove predominava la gioia del lavoro nell’artigianalità, esaltando gli oggetti con il valore dell’imperfezione per creare unicità. La visione di Hoffmann e Morris, pongono al centro delle mie riflessioni il destino della moda. Dea ormai stanca che si affievolisce sempre più per mancanza di stupore che invece nell’ottocento aveva assunto il massimo sfarzo dell’eccentricità

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